Marco Santini

Marco Santini
Marco Santini
Laurea in chimica, Storia Antica e Filologia Classica, SNS
Oxford
Magdalen College, Oxford

Cosa stai facendo adesso e dove

Attualmente sono Fellow by Examination in Ancient History presso il Magdalen College dell’Università di Oxford. Si tratta di una delle borse post-dottorali, di durata triennale o quadriennale, offerte dai Colleges di Oxford e Cambridge, normalmente aperte a diverse discipline e comunemente note come “Junior Research Fellowships”. La mia borsa è di durata triennale e attualmente mi trovo a metà del secondo anno. Benché si tratti principalmente di una posizione di ricerca, in cui ho la fortuna di poter organizzare la mia attività scientifica in piena indipendenza, svolgo regolarmente attività didattica in discipline relative alla Storia Antica e all’Archeologia del Mediterraneo. Come titolare di questa Fellowship ho inoltre l’opportunità di partecipare attivamente alla gestione e all’amministrazione del College.

A partire da Gennaio 2025 mi trasferirò in Scozia, dove prenderò servizio a tempo indeterminato come Lecturer in Ancient History presso la School of History, Classics, and Archaeology della University of Edinburgh. Si tratta del primo livello della carriera accademica anglosassone, dove l’accesso ai livelli successivi avviene per promozione. A Edimburgo terrò corsi introduttivi di Storia Greca e seminari avanzati su temi trasversali tra mondo greco, Mediterraneo, e Vicino Oriente.

Il tuo percorso dalla SNS a dove sei adesso

Sono stato Allievo Ordinario nella Classe di Lettere e Filosofia, precisamente nel corso di Storia Antica e Filologia Classica, dal 2011 al 2016. Dopo il conseguimento del Diploma di Licenza, sono partito per gli Stati Uniti e ho intrapreso un corso di dottorato in Storia Antica presso il dipartimento di Studi Classici di Princeton University. Durante il mio soggiorno a Princeton, ho approfittato di numerose opportunità di scambio e mobilità, che mi hanno permesso di ampliare e perfezionare la mia formazione presso altre istituzioni quali l’Università della Pennsylvania, l’Institute for the Study of the Ancient World della New York University, la Ludwig-Maximilians-Universität di Monaco di Baviera … e di nuovo la Scuola Normale Superiore, dove sono tornato come Academic Visitor tra il 2020 e il 2021. Conseguito il dottorato nel Dicembre 2021, ho trascorso un ulteriore semestre a Princeton come Postgraduate Research Associate & Lecturer, durante il quale ho tenuto un corso seminariale basato sui miei temi di ricerca. Ho infine iniziato la mia Fellowship a Oxford nell’Ottobre 2022.

Cosa ti porti dietro dell’esperienza in Normale?

L’esperienza in Normale è stata unica nel suo genere e irripetibile. È tra i corridoi e le aule della Scuola, tra i tavoli della mensa e le sale comuni dei collegi che ho stretto quelle che non esito a definire le amicizie più importanti della mia vita e che hanno accompagnato anni fondamentali della mia crescita intellettuale e umana. Numerosi sono i fattori che hanno contribuito a tale crescita. Primo fra tutti, la vita collegiale, con tutti gli aspetti dello stare insieme che essa comporta, e il senso di appartenenza a una comunità di persone che condividono interessi e passioni e al contempo si fanno portatrici di diverse visioni del mondo. Alcune di quelle persone sono le stesse che ancora accompagnano i momenti più importanti e delicati della mia vita odierna. Poi, la compresenza, in classe, di allievi e allieve di diverse annate e il rapporto simbiotico tra allievi ordinari e perfezionandi, che consente una proficua trasmissione “verticale” di sapere e saper fare: nella mia esperienza, ciò caratterizza la Normale come un luogo dove tutti possono imparare qualcosa da tutti, non soltanto dal corpo docente. Una menzione speciale merita anche il binomio didattica e ricerca, che caratterizza il modello educativo della scuola: tale binomio è monito e guida per me che ho scelto di intraprendere la carriera accademica, convinto che nessuna ricerca sia compiuta senza che il suo prodotto venga diffuso, e che nessun modello didattico sia più efficace di quello che mostri il maestro stesso nell’atto di svolgere il lavoro che si accinge a insegnare. Infine, porto dietro con me i maestri con cui ho imparato il mio mestiere: sotto la loro guida premurosa ho imparato a svolgerlo con passione e responsabilità.

Un tuo ricordo di vita che ti lega alla SNS (la “tua” Normale)

I ricordi di vita che mi legano alla SNS sono ovviamente molteplici, ma se dovessi sceglierne uno, senza esitazione menzionerei le lunghe discussioni con i miei compagni d’anno tra i tavoli della mensa e un caffè pomeridiano o un gelato serale. In quei momenti, prolungati dalla passeggiata sulla via del ritorno verso il collegio, con soste più o meno lunghe in Piazza Garibaldi o Piazza della Pera, si parlava di tutto: le nostre ricerche, l’attualità, la politica, la scuola (e la Scuola), l’università, vecchie e nuove idee per lo svago, il cinema, la musica … tutto entrava a far parte di un senso di condivisione di vita ed esperienze che andava ben oltre, credo, ciò che può caratterizzare un semplice rapporto tra compagni di corso. Non esiterò ad affermare che quelle discussioni, impegnate o disimpegnate, hanno avuto un impatto fondamentale e formativo sulla mia coscienza civica e politica, sulla mia visione del mondo, e sullo sviluppo della mia personalità: il quinquennio in Normale ha contribuito significativamente alla definizione dei miei obiettivi e alla presa di coscienza dei miei limiti – in altre parole, alla mia conoscenza di me stesso.

Come ti immagini la SNS del futuro e in che modo alumni e alumnae
posso contribuire a costruirla?

Immagino la Normale del futuro nel solco della tradizione e dell’innovazione. Credo che la Scuola non debba rinunciare all’identità che la caratterizza, in particolare al binomio didattica e ricerca, alla compresenza di studenti e studentesse, perfezionandi e perfezionande di anni diversi all’interno del medesimo contesto didattico (ovverosia negli stessi corsi), e alla visione della figura del docente come guida, mentore e maestro. Al contempo, e mi riferisco qui ovviamente alla Classe di Lettere, credo che la Scuola debba anche essere aperta a esperienze didattiche e modelli formativi provenienti dall’estero, che non vadano a sostituire ma a integrare e a perfezionare il suo tradizionale modello seminariale. Un uso più diffuso della lingua inglese nella didattica sarebbe, a tale scopo, auspicabile. Nella mia esperienza, adattarsi ai modelli stranieri (nel mio caso, anglo-americani) dopo aver terminato gli studi alla Scuola è stato processo non facile. Considerati l’esigenza e il sempre più intenso desiderio di internazionalizzazione da parte della Scuola e dei suoi stessi allievi, credo che una apertura in tal senso risulterebbe di grande beneficio. Alumni e alumnae, in particolare coloro che hanno proseguito gli studi e hanno intrapreso una carriera lavorativa all’estero, potrebbero contribuire significativamente non solo a importare nella Scuola esperienze e modelli visti e appresi altrove, ma soprattutto a fornire una visione critica su tali modelli che risponda alle esigenze della Scuola stessa. Come me, sono sicuro che altri ex allievi che hanno intrapreso un simile percorso sarebbero entusiasti di essere coinvolti in discussioni generali e mirate (field-specific) sul futuro della Scuola e di contribuire con la loro esperienza al suo rinnovamento. Inoltre, non andrebbe sottovalutato il ruolo che gli ex allievi possono rivestire nel guidare o indirizzare gli allievi correnti al momento della scelta del percorso post-diploma. Da ex allievo, ho personalmente fatto questa esperienza numerose volte e ho potuto constatare che, tra gli allievi correnti, la conoscenza degli ex allievi avviene per passaparola. Per incrementare al massimo le potenzialità di comunicazione “verticale” tra generazioni di allievi, si potrebbe pensare a una piattaforma dedicata attraverso la quale gli allievi correnti abbiano accesso a una serie di informazioni sugli ex allievi e possano contattarli. Ovviamente, l’iniziativa andrebbe accompagnata da una capillare opera di pubblicizzazione e di incoraggiamento (credo che difficilmente gli allievi correnti possano prendere l’iniziativa di contattare gli ex allievi a meno che non vengano esplicitamente incoraggiati a farlo). Altre iniziative potrebbero consistere in eventi appositamente dedicati ad alumni e alumnae secondo una rivisitazione del modello delle “Reunions” statunitensi o dei “Gaudy” anglosassoni (Oxbrigensi), ovverosia ritrovi annuali trasversali oppure organizzati per gruppi di annate, in cui alumni e alumnae si ritrovano non solo per momenti puramente celebrativi e d’intrattenimento (es. pranzo o cena, come si faceva durante gli anni della SNS), ma anche per momenti di discussione aperta sul futuro della Scuola e per momenti di incontro tra allievi ed ex allievi. Tali momenti di incontro possono essere organizzati, per esempio, per discipline e mediati dal corpo docente corrente, e/o nella forma di forum aperto a tutti con possibilità di domande e risposte (analogamente a quanto avviene, o almeno avveniva qualche anno fa, immediatamente dopo la cerimonia di consegna dei diplomi).

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