Cosa stai facendo adesso e dove
Poco meno di un anno fa ho lanciato con dei soci una nuova iniziativa imprenditoriale, Bloomo.
Un bel mix tra Lettere e Scienze per dirla con il gergo normalista. Appena possibile sarò lieto di condividere con chi fosse interessato questa avventura.
Il tuo percorso dalla SNS a dove sei adesso
Ho lasciato il mondo accademico molto presto (durante il perfezionamento che non ho terminato) per due ragioni.
La prima é che a causa di una sanatoria avvenuta nel mondo universitario italiano se ben ricordo nel 1981, la carriera accademica sembrava più lunga e difficile anche per i normalisti e io avevo appena perso mio padre. (I fatti hanno dimostrato una certa fondatezza del timore). La seconda ragione é che non mi sentivo in grado di incidere davvero sulla ricerca. Credo che questo possa essere uno spunto di riflessione utile sia per la Scuola che per gli Alumni.
Quindi, approfittando di un Venerdì del Direttore ove era stato invitato Carlo De Benedetti, ho cominciato la mia carriera industriale in Olivetti. Occupandomi prima di speech recognition e Intelligenza Artificiale (si, nel 1985!) e poi di marketing strategico. Da li una carriera di managementi industriale, quasi subito da generalista (Direttore Generale, Amministratore Delegato) pendolando tra multinazionali e gruppi familiari italiani. Nel 2008 ho co-fondato una società di Consulenza focalizzata su operazioni straordinarie, prima in Svizzera e poi in Italia, che ho appena liquidato per dedicarmi a me stesso, ai miei cari, alle mie curiosità… e a Bloomo.
Cosa ti porti dietro dell’esperienza in Normale?
Quasi sette anni (con l’intermezzo del Servizio Militare) di bella giovinezza, di dialogo, di indagine, di scoperta, di dubbio, di metodo. Sette anni vissuti (senza auto e con poca biciletta) di fatto in un quadrilatero con un perimetro certamente inferiore ai dieci chilometri ma con la vista sul mondo. Grande privilegio per un ragazzo che aveva vissuto tra Belluno e Pordenone.
Un tuo ricordo di vita che ti lega alla SNS (la “tua” Normale)
Tre, se posso. Il primo risale al febbraio del quarto anno: incontro per fare il punto sulla mia Tesi con il mio relatore, Edoardo Vesentini
Lo relazionai sui progressi ottenuti. Scrivendo col gesso sulla grande lavagna del suo studio. Cominciando dal terzo di centro e terminando nel terzo di sinistra dopo avere scritto via via sino ad esaurire il terzo di destra. Rimase un po’ in silenzio. Poi mi disse: va bene, continui così. Ma la prossima volta cominci in alto a sinistra perchè disordine alla lavagna, disordine nella testa. Grande insegnamento!
Il secondo, più lontano, lo racconto così. Verso la stagione estiva del primo anno orecchiavo a mensa un professore americano del MIT che manifestava la sua intenzione di visitare Siracusa di li a poco. I miei si erano appena trasferiti proprio a Siracusa da Pordenone. E così mi proposi come guida. E poche settimane dopo ero al Teatro Greco con il Professor Noam Chomsky e la sua famiglia.
Il terzo riguarda l’impegno profuso per l’Associazione Normalisti per più di un decennio. Con risultati spesso frustranti, certamente per mia incapacità. Però per fortuna con grande gioia vedo che siamo qui a parlarne, significando che un po’ d’acqua l’ho portata anch’io.
Come ti immagini la SNS del futuro e in che modo alumni e alumnae
posso contribuire a costruirla?
Come quella del passato e del presente. Non certo statica ma salda nella sua anima. Una comunità che esalta l’individuo e le sue capacità indirizzandole verso il miglioramento della condizione comune. Una comunità che entra nel mondo proprio attraverso i suoi Alumni portando valori, metodi e conoscenze e recependo domande.

