Cosa stai facendo adesso e dove
Attualmente lavoro come ricercatore alla Scuola IMT di Alti Studi di Lucca, dove mi occupo di problemi all’interfaccia fra ecologia e sistemi complessi.
Il tuo percorso dalla SNS a dove sei adesso
In Normale io ho fatto sia il Corso ordinario in biologia che il Perfezionamento.
La cosa che mi affascinava all’epoca della biologia – e che ancora mi affascina – era come facessero i sistemi viventi a creare forme complesse a partire da elementi semplici: molecole che si auto-assemblano per formare una cellula, cellule che si differenziano e moltiplicano fino a produrre un organismo, ed organismi di specie diverse che interagiscono all’interno degli ecosistemi. Per questo, dopo il Perfezionamento in Normale ho cercato laboratori che studiassero i fenomeni di auto-organizzazione in biologia. Ne ho trovati all’Università di Toulouse in Francia, all’Università di Uppsala in Svezia, e all’Université Libre di Bruxelles, in Belgio.
Dal 2016 sono stato Senior Lecturer in biologia teorica all’Università di Roehampton, a Londra, fino all’estate del 2023, quando ho deciso di rientrare in Italia per venire a lavorare alla Scuola IMT di Lucca.
Cosa ti porti dietro dell’esperienza in Normale?
A me studiare in Normale ha dato molto. Non tanto dal punto di vista accademico perché all’epoca noi studenti di biologia eravamo pochissimi, e inevitabilmente anche la scelta di corsi interni da seguire era un po’ limitata (anche se quelli disponibili erano tutti interessanti).
Degli anni passati in Normale mi è rimasta soprattutto l’esperienza di vita in collegio, le interazioni e le discussioni con gli altri allievi e allieve della Scuola, a mensa, nei corridoi e nelle sale dei collegi, su argomenti sempre interessanti e ad orari talvolta improbabili. Mai più in seguito ho avuto l’occasione di incontrare, sotto uno stesso tetto, tante persone così diverse, ma al tempo stesso tutte interessanti, geniali, appassionate ciascuna delle proprie passioni, e talvolta inquiete.
Un tuo ricordo di vita che ti lega alla SNS (la “tua” Normale)
Per me la Normale è anche il luogo dove ho incontrato quella che sarebbe diventata la mia compagna di una vita. Era la mia vicina di stanza che studiava filosofia e ascoltava musica a volume alto. Se non fosse stato per la Normale non ci saremmo mai incontrati!
(E, sì, ascolta ancora la musica a volume alto).
Come ti immagini la SNS del futuro e in che modo alumni e alumnae
posso contribuire a costruirla?
La Normale che ho conosciuto io da studente era un’istituzione in cui si faceva insegnamento e ricerca di altissimo livello in alcune aree scientifiche (all’epoca, all’interno della biologia, soprattutto le neuroscienze e la medicina molecolare), mentre altre aree erano completamente assenti (come l’ecologia, o lo studio del comportamento animale, per esempio). È inevitabile che le istituzioni di insegnamento e di ricerca si specializzino, soprattutto quelle di piccola taglia come la Normale, ma vorrei che la Scuola Normale del futuro riuscisse sempre meglio a supportare le allieve e gli allievi nel seguire i loro interessi scientifici anche quando questi non sono rappresentati all’interno della Scuola, per esempio tramite incontri con specialisti di altre discipline scientifiche, ed eventualmente favorendo stage e scambi di ricerca – anche brevi – con altre istituzioni i cui punti di forza sono diversi da quelli della Normale. Lo scopo dovrebbe essere quello di creare ponti fra la Normale e il mondo accademico e industriale che la circonda.
In questo senso, forse, proprio gli alumni e alumnae della Scuola Normale potrebbero dare un contributo decisivo, dato che molti di essi alcuni di quei ponti li hanno già percorsi.

