Cosa stai facendo adesso e dove
Professora di fisica all’Università di Pisa.
Il tuo percorso dalla SNS a dove sei adesso
Non essendo allieva del corso ordinario, ho sviluppato la mia tesi di laurea con la supervisione di Franco Bassani e Peppino Iadonisi, quindi sono stata allieva del corso di Perfezionamento in fisica (1992-1995), durante il quale ho contribuito ogni anno alle attività di Orientamento della Scuola di Cortona e collaborato con Franco Conti al corso di laurea sperimentale in Matematica ideato da Giovanni Prodi. Duramte il Perfezionamento ho collaborato con Mario Tosi, spostando i miei interessi di ricerca dai solidi ai liquidi quantistici. Quindi sono stata per due anni (1996-1997) postdoc alla Scuola e per quattro (1998-2002) ricercatrice in quel gruppo, per poi tornare alla Scuola come ricercatrice (2005-2007) nel gruppo di Giuseppe La Rocca, prima di arrivare all’Università di Pisa alla Facoltà di Farmacia e Dipartimento di Matematica prima, e infine al Dipartimento di Fisica (dal 2012).
Cosa ti porti dietro dell’esperienza in Normale?
La bellezza dei luoghi, in particolare amavo studiare con il mio tempo in un particolare angolo della biblioteca. L’atmosfera internazionale e la diversità interdisciplinare. La curiosità per la scoperta di ogni angolo del sapere e un certo senso di epica avventura nella pratica di ricerca con uno spirito di umanesimo scientifico. Sperimentare il disagio di un ambiente competitivo dove non sei mai bravo/a abbastanza, e sapere che può esserci agio in un ambiente competitivo dove sei diversamente bravo/a.
Un tuo ricordo di vita che ti lega alla SNS (la “tua” Normale)
Oltre al mio tempo in biblioteca, il giorno in cui andando alla Scuola si sono rotte le acque, e dal reparto maternità del Santa Chiara ho chiamato il collega che sarebbe arrivato quel giorno da un’altra città per un periodo di lavoro ad un nostro progetto appena nato, per dirgli che insomma non partisse perché per un tempo indefinito mi sarei dedicata ad una nuova piccola creatura.
Come ti immagini la SNS del futuro e in che modo alumni e alumnae
posso contribuire a costruirla?
Il luogo delle rivoluzioni silenziose, non tanto e non solo quelle che nascono esplorando la periferia della conoscenza, quanto quelle che possono trasformare il modo di navigare: nell’alta formazione, nella ricerca, nella scienza, nell’insegnare a insegnare e nell’imparare a spargere semi per renderla accessibile a tutte e tutti.
Trasformare il modo è uscire dagli schemi costituiti, esplorare nuove frontiere: non è forse questo che fa la Scuola tutte le volte in cui conta? Cosa bisogna insegnare? Una lunga sequenza cronologica di evoluzione della conoscenza dai Sumeri a oggi, o una selezione a salti di storie che hanno cambiato il nostro sguardo sulle cose? Cosa bisogna valutare? Ipertrofici indici di Hirsch che misurano il numero di pubblicazioni e citazioni alla propria ricerca, o come quella ricerca ha corrisposto al nostro desiderio portandoci dove mai avremmo immaginato prima di iniziare il viaggio (che è l’essenza della ricerca)?
Alumni e alumnae potrebbero praticare nei loro luoghi di operazione, qualunque essi siano, questo modo. Potrebbero promuovere una riflessione sui dove sia il valore e come si misura. È questo, credo, ciò che più conta.

